Il 29 settembre si celebra la prima “Giornata Internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari”, istituita dalla FAO e dalle Nazioni Unite. Ogni anno si stima che circa un terzo del cibo prodotto per consumo umano in tutto il mondo venga sprecato: 1,6 miliardi di tonnellate. Questo genera un danno non solo economico, ma anche ambientale: solo in Italia lo smaltimento dei rifiuti impropri (sprechi) produce 9,5 milioni di tonnellate di CO2 e impoverisce 7.920 ettari di terreno, consumando 105 milioni di m3 d’acqua. Senza sprechi nel nostro Paese le emissioni CO2 potrebbero calare del 15%.

Per ridurre tali impatti ambientali e accrescere quelli sociali e quelli culturali, Fondazione Cortina 2021 già lo scorso anno ha deciso di aderire a Food for Good con i suoi eventi di avvicinamento che prevedono la somministrazione di cibo e con il Mondiale di febbraio 2021. Il progetto, promosso da Federcongressi&eventi e dalle onlus Banco Alimentare ed Equovento, prevede infatti che il cibo non consumato durante gli eventi venga recuperato per essere donato a enti caritatevoli quali case-famiglia, mense per i poveri e centri per i rifugiati.

In questo momento storico è ancora più importante riflettere su questo tema. Ognuno di noi è responsabile e deve impegnarsi nei piccoli gesti quotidiani con l’obiettivo di ridurre al minimo tutti gli sprechi. La scelta di Fondazione Cortina 2021 sottolinea concretamente l’intenzione di agire in questo senso e sensibilizzare sulla necessità di non dare mai il cibo per scontato, rilanciando l’impegno ad evitare gli sprechi in ogni contesto, a ridurre la produzione di rifiuti e ad aiutare gli altri. Un cambiamento culturale che può aiutarci ad invertire la direzione e a dimezzare lo spreco pro capite entro il 2030, come fissato negli obiettivi delle Nazioni Unite.

Per fare un esempio, il primo recupero di cibo è stato portato a termine in occasione di “Effetto Cortina 2021”, la presentazione dei Mondiali a Roma nel giugno 2019, e sono sono stati raccolti 34 kg, pari a 216 porzioni di cibo destinato alla mensa di una parrocchia che accoglie i bisognosi.