Dopo Alberto Sordi, Sophia Loren, Paolo Sorrentino e Monica Bellucci, la scorsa settimana, è toccato a Corty sfilare sul red carpet più famoso d’Italia. Dal 1932 in avanti, infatti, la Mostra di Venezia è il sinonimo più azzeccato di magia, perché è proprio tra le sue calli ed i suoi anfratti che i grandi talenti del cinema nostrano si sono trasformati in icone nazional-popolari, capaci di diventare simbolo del proprio tempo.

Un augurio che rivolgiamo quindi anche alla nostra mascotte, diventata portabandiera di tutto un Mondiale inedito, ma che ha le carte in regola per diventare un esempio virtuoso di cooperazione e genio all’italiana.

Nel corso dell’evento Alessandro Benetton, presidente della Fondazione, ha ricordato la metafora della “palla di neve”, spiegando come servano l’entusiasmo e il coinvolgimento attivo di tutti per trasformare un piccolo pugno di neve raccolto in cima alla montagna, in un grande cumulo, giù, a fondovalle.

La strada è quella del dialogo e della contaminazione culturale, ed in questo, forse, ci può aiutare anche la nostra bellissima e antichissima lingua, è la sola, infatti, in cui il termine utilizzato per descrivere un piccolo agglomerato di case è lo stesso che utilizziamo per descrivere anche la nazione nella sua interezza: il nostro Paese.

Tradizionalismi antichi, messi al servizio dei grandi traguardi comuni.

In bocca al lupo Corty.