Giorno enorme, stupendo, gigante ai Mondiali di Cortina 2021, presentati da Telepass, e la sola parola che ne possa descrivere in toto l’assoluta grandezza è: stile.

Lo stile.

In fondo, la nostra, è una scelta-non-scelta perché troppo è successo nel Gigante Mondiale per riassumerlo dentro qualche sillaba mal contata, come la coperta di lana che se ti copri le spalle ti si scoprono i piedi, e viceversa. Impossibile comprimere e descrivere il tutto in una sola parola, a meno che non si chieda a Mary Poppins di inventarne una apposta per l’occasione.

Coperta di lana che allora diventa “coperta di Linus”, Linus, l’amico di Charlie Brown, quello dei Peanuts, insieme a Snoopy, che quando mette gli occhiali diventa Joe Cool, tutti figli legittimi del genio della penna di Charles Monroe Schulz.

La coperta di Linus è la propria devianza personale, il proprio tocco di stile, quel vezzo che devia dalla narrativa e che sembra stonare, quando sei scarso, ma diventa notizia da prima pagina quando invece voli più in alto degli altri.

I calzettoni abbassati di Sivori, la lingua che esce di Michael Jordan, il gesto di aggiustarsi i capelli prima di una battuta di Rafa Nadal.

Visti da vicini siamo tutti piccoli e strani, ma quando il campione sdogana, per lui e quindi per tutti, una curiosa stranezza ci ritroviamo di colpo un pochino meno soli.

“La prima regola del fight club è che non si parla del fight club”, questo lo sanno tutti, libro o film che sia il vostro preferito.

E “la prima regola del gigante è che non si parla della prima manche”; non si dovrebbe quantomeno, perché come in fisica, nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma e fino a quando non è scesa l’ultima atleta dell’ultima manche, che è sempre la seconda, non si possono fare conti.

Eppure oggi, in partenza, quando ancora non sono le dieci, è già esploso un dedalo di storie, un incrocio di sentieri e di percorsi, perché al via di questo gigante gigante, ci sono decine di campionesse uniche, tutte con il proprio stile inconfondibile e la propria coperta di Linus sottobraccio.

Guerra di idee, scontro di civiltà e di filosofie che comincia ben prima del primo cancelletto.

C’è Marta Bassino, per esempio, che ricorda Muhammad Ali, leggera come una farfalla, volteggia e punge come un’ape, come foglia portata da un vento preciso che la galleggia tra le porte.

C’è Mikaela, il cognome non serve, che scia portandosi dietro il sapere di epoche lontane, lei è Joe di Maggio, lei è Babe Ruth, è Wayne Gretzky, gente che ha fatto per lo sport più di quello che lo sport ha fatto per loro. Ce ne accorgeremo soltanto alla fine forse.

C’è Michelle Gisin, che sembra quasi Conor McGregor, pound for pound, una delle migliori, finta spaccona e sempre saltellante, uno show nello show, che appena finisce la gara, però, si scioglie nel sorriso di chi sembra sempre felice.

C’è la Vhlova, enorme, algida, fortissima, talento di frontiera; ricorda la zarina Elena Isinbaeva, che di mondiali ne ha vinti 3, di Olimpiadi due e con la sua asta ha spinto i limiti dell’umana resistenza oltre, oltre tutte le altre.

Gut-Behrami: Serena Williams delle nevi; Alice Robinson, neozelandese, nuovo che avanza e che se proprio potesse scegliere uno sport sceglierebbe il rugby.

In partenza, la gabbia è piena di molte regine, e già la prima manche è un gioco di proclami, un incrocio di intenti, ognuna con il proprio programma elettorale ed il proprio inconfondibile approccio.

Tutte grandi regine ma, frase di oggi, “non c’è sovranità nella solitudine”, parafrasando: se non regni su nessuno allora non stai regnando affatto.

Ben venga allora il cancelletto affollato, affollato in generale e affollato di pretendenti al trono nella mattina del gigante gigante.

Scegli la tua preferita, cambiala se vuoi, tanto non sbagli comunque, non sbagli mai.

Questo è lo spettacolo dello sci.

La prima manche finisce, tutte hanno concluso la propria arringa d’apertura: c’è chi ha steccato, di questo ci piange il cuore, e c’è chi ha beccato il discorso di apertura. L’“I have a dream” oggi lo recita Nina O’brien, seconda ad un applauso di distanza dalla nostra Joe di Maggio, le altri migliori, o quasi, sono tutte lì.

Ma è nella seconda manche che tutto si decide e, in fondo, il bello sta pure nel soffrire per l’attesa.

Tazza di the, di caffè o di qualcosa di più forte, che anche se non fa freddo-freddo, siamo comunque nel cuore dell’inverno, ed è già ora di ripartire; si invertono le migliori 30, poi scenderanno comunque tutte, perché questo è un Mondiale.

Per vincere però serve dimenticare l’ortodossia e gettare la coperta di Linus fuori dalla finestra perché il tracciato, disegnato dall’allenatore di Petra Vhlova, è rotondo, complicato e soprattutto lunghissimo.

Gigante gigante, gli exit poll iniziano ad arrivare e a salutare i sogni di medaglia sono proprio la slovacca, l’altra medaglietta della combinata Gisin, e la Worley, per tutti miss gigante.

Sull’ulltimo ring restano in 4: medaglia di legno per Alice Robinson, quarta, dalla Nuova Zelanda con furore, che sfiora il miracolo prendendo letteralmente a pugni la pista.

Terza arriva Katharina Liensberger, austriaca, già vincitrice con Marta del gigante parallelo.

Il ballottaggio finale è quello tra Gut-Behrami e Shiffrin.

La svizzera piazza lì una manche da sogno, in una disciplina che non è proprio la sua-sua e così quando parte la supercalifragilistichespiralidosa Mikaela, che non c’è altro modo per parlare di lei, il balletto dei centesimi premia Lara, per meno di un pelo di Snoopy.

Prima la svizzera Lara Gut-Behrami, dominatrice di Cortina, seconda Mikaela Shiffrin, terza l’austriaca Liensberger.

Io sono Jacopo Pozzi, la parola del giorno è stile e quello di oggi è stato il gigante più bello da tanto tempo a questa parte.

Grazie ragazze.

“Il Diario dei Mondiali”: le emozioni e i momenti più belli della giornata raccontati da Jacopo Pozzi, penna di The Owl Post, sui social e sull’app di Cortina 2021. Powered by Telepass.