Lunedì, giorno di festa ai Mondiali di cortina 2021, presentati da Telepass, e la parola perfetta per provare a riassumere tutto quello che è successo oggi sotto i cieli di Cortina, che è stato molto, anche troppo per non farsi prendere un coccolone, è Carnevale.

Coriandoli di eterno, pezzetti di carta colorata lanciati per aria, che fa allegria e che in un attimo è subito, per l’appunto, un carnevale.

“Dolcetto o scherzetto” dicono gli americani, mascherati da zucche o cose così, nella loro giornata di paura e glicemia, quella di Halloween, che oggi abbiamo imparato a festeggiare anche alle nostri latitudini.

“Dolcetto o dolcetto” diciamo invece noi che di bon bon prelibati oggi ne abbiamo visti recapitare ben quattro sul vassoio delle Tofane, per una scorpacciata da indigestione, che pure ci porta, però, solo a metà strada nel cammin di questo nostro mondiale.

Combinata, quindi, maschile e poi anche femminile, o meglio viceversa. “ma che combinazione” qui ci casca a pennello, perché infilare quattro, dicasi quattro, cancelletti e tracciature diverse è un’impresa degna quasi degli acrobati del Cirque du Soleil.

I favoriti allora sono i nomi forti, Arlecchino e Pantalone, Pulcinella e Meo Patacca. Facciamo cosi: i favoriti della vigilia sono chiari, i fenomeni assoluti, che anche in un’annata senza lo straccio di una combinata si presentavano al cancelletto convinti di
non essersi dimenticati come si fa a vincerne una.

Partiamo dal femminile: Federica Brignone è la detentrice della Coppa di specialità, che, orfana di un anno zoppo, resterà tale ancora, fino alla prossima incoronazione. Parte da favorita e nella prima manche arriva da favorita, dritta come un fuso, addomestica il Super G del mattino che apre le danze del Lundi-gras, che sarebbe Mardi-gras, in teoria, mettendo in riga tutte le altre.

A 1 centesimino solo di distanza, che sarà anche la distanza minima possibile in assoluto, almeno nello sci, ma che in questi Mondiali comincia a ritornar piuttosto spesso, è l’altra azzurra, la splendida e sorridente Elena Curtoni, che prende la Delorean e torna indietro nel tempo, per una prova quasi perfetta.

Terza la favorita vera, o meglio l’altra favorita vera, Mikaela Shiffrin. Sulla carta dovrebbe difendersi in questa manche, ma è pur sempre quella che nell’ultimo Super G, Super G e basta, ha portato a casa il bronzo, ed infatti pronti via, getta la maschera, e con il pettorale 28, che chissà da quanto non si vedeva addosso, piazza il terzo parziale di manche.

Occhio però alla coppia occhi-di-gatto, due sorelle che han fatto un patto, anche se sorelle non sono, ma che é sembrano avere la stessa magnifica idea in testa: Michelle Gisin, il cui sorriso si fa sempre benvolere, e la grande Petra Vhlova, che stampano un Super G pulito-pulito, veloce-veloce, e chiudono rispettivamente quinta e settima, a un tiro di sputo, o un lancio di coriandoli, dalle migliori e in perfetta posizione per puntare al colpaccio nella seconda manche, quella di slalom.

Nel Super G dei maschietti invece, qualche sorpresina o sopresona alla fine c’è, se non nei nomi, quantomeno nel cronometro, anzi no aspetta, anche nei nomi. Il miglior tempo di manche sembra essere del capopopolo, il francese Alexis Pinturault, favorito impraticabile per tutti gli altri, uno su cui i bookmakers, in combinata, non accettano neppure più le puntate.

Ma vederlo in cima già dopo il Super G, nonostante la classe e nonostante il bronzo di giovedì scorso, è di sicuro tanta roba.

Quarto il buon Matthias Mayer, che quarto è quarto ma che nell’economia delle due manche avrebbe di sicuro non esser già dietro al francese.

Tra loro due, nel mezzo, un nome che dovremmo aver già sentito da qualche parte, questa settimana, tale Vincent Kriechmayr, austriaco, travestito da Re Mida fin da quando è arrivato qui.

Tutto lineare, o quasi, ma è carnevale e ogni scherzo vale e il canadese, James Crawford, classe 1997, con il glaciale pettorale numero 32, mentre a casa è già su l’acqua della pasta, fa la manche della vita. Primo, primissimo, e fino al pomeriggio nessuno gli può dir che non è vero. Bravo lui.

La combinata è come un carnevale dicevamo, come un puzzle o un mosaico, meglio ancora è come uno di quei puzzle di plastica in cui devi riordinare i numerini da 1 a 15.

È pura matematica, ma se sbagli una mossa sei finito.
Ecco la combinata è così, un gioco di incastri, di secondi e conteggi.
E nelle seconde manche, infatti, i distacchi di secondi si accumulano. Le prime porte dello slalom mietono vittime illustre e le non specialiste dei paletti stretti inforcano, inciampano, escono.

Sfortunata la nostra Federica Brignone, che esce subito ed esce presto, dando l’addio ai sogni di medaglia. E con lei quasi la metà delle altre, perché lo slalom è una bestia complicata.

Alla fine, giù in fondo, ne arrivano solo 3: Mikaela Shiffrin, stratosferica, perfetta e prima, Petra Vlhova, seconda, e Michelle Gisin, terza. Le altre non pervenute.

O meglio pervenute, ma oggi hanno fatto un altro sport: quarta la nostra Elena Curtoni, prima tra le umane, ma con quasi due secondi e mezzo dalle aliene lassù in cima.

Delle 30 che ripartono ne arrivano soltanto 16, malcontate la metà, e i distacchi sembrano davvero uno scherzo di carnevale.

Anche nei maschi quel burlone del tracciatore fa volare fuori dalla pista tutti quelli che allo
slalom non danno propriamente del tuo.

Il ragazzino canadese si difende come può e chiude quarto, Kriechmayr non solo non vince, ed è già una notizia, ma neppure arriva, né tantomeno arriva Mayer, fuori entrambi.

Sembra che il tappeto rosso sia steso per sua maestà Pinturault, quando ecco che all’improvviso un’altro austriaco Marco Schwarz, quinto nella prima manche, azzecca gli spigoli migliori di giornata e per 4 centesimi arriva davanti a tutti.

Mani nei capelli per il francesi, per un istante tra i due è stallo alla messicana, ma alla fine a vincere è ancora l’Austria.

Primo Marco Schwarz, secondo Pinturault, alla seconda medaglia di mondiale e terzo lo svizzero Meillard. Anche qui, dal quinto in giù, i distacchi si fanno abissali.

Dominio delle seconde manche allora, con 6 medagliati su sei provenienti dalle discipline tecniche, che scaldano i motori per il resto dei mondiali.

Io sono Jacopo Pozzi, questo è il diario dei mondiali e oggi: confetti per chi vince, che festeggia, dispiacere per chi perde, che invece spiega.

È la storia più vecchia del mondo, ma nel mondo che tutto brucia e presto consuma, oggi, il nostro abbraccio va in particolare
a Mikaela Shiffrin, che ci è mancato veder sorridere, che ha davvero la magia di sembrare sempre sincera quando parla e che vale molto, molto di più del suo già strepitoso palmares.

La regina del nostro carnevale.

“Il Diario dei Mondiali”: le emozioni e i momenti più belli della giornata raccontati da Jacopo Pozzi, penna di The Owl Post, sui social e sull’app di Cortina 2021. Powered by Telepass.