Se a Milano si fa festa per Sant’Ambrogio e a Verona a portare i doni ai bambini è Santa Lucia sull’asinello… a Cortina d’Ampezzo arriva San Nicolò la notte del 5 dicembre. 

La Regina delle Dolomiti, infatti, ha ereditato questa tradizione dal sul passato asburgico dove si celebra questa leggenda di tradizione cristiana legata alla storia di San Nicolò di San Nicolò di Myra. 

La Leggenda di San Nicolò di Myra

Si narra che in un paese alpino, in un anno di carestia, le famiglie dei contadini non avessero di che dar da mangiare ai propri figli. I bambini, allora, decisero allora di organizzare una spedizione nel villaggio vicino per depredarne le cantine. Non potendo farsi riconoscere e per incutere paura ed agire indisturbati, si travestirono da diavoli con le corna e le pelli delle ultime capre macellate in paese, appena prima della carestia.

Durante la scorribanda nessuno, per nessun motivo, avrebbe potuto togliersi la maschera. E così fecero: solamente una volta tornati in prossimità del villaggio con il bottino si ritrovarono tutti insieme per calare la maschera e contare quante provviste erano riusciti a rubare. C’era però uno di loro che non riusciva proprio a togliersi la maschera. Non poteva che essere Belzebù in persona! 

Tutti corsero impauriti al villaggio per dare la terribile notizia e i genitori mandarono a chiamare il vescovo Nicolò, per esorcizzare il villaggio. In mezzo ai bambini, nuovamente mascherati, san Nicolò riconobbe tra loro il diavolo che aveva dei veri zoccoli di capra al posto dei piedi. Una volta scacciato, i bambini, ancora vestiti da diavoli, si misero a danzare accompagnando il vescovo lungo le strade del villaggio.

Una tradizione conservata

Tra la fine di novembre e i primi di dicembre, ancora oggi, in numerosi paesi dell’Austria, dell’Alto Adige, del Friuli e a Cortina, si svolgono le pittoresche sfilate dei Krampus, creature brutte e spaventose, che indossa un mantello di pelliccia sulla quale sono appese delle pesanti campane. Il volto è nascosto da una maschera, solitamente in legno, da cui spuntano le corna. Possiede inoltre lunghe fruste di salice o catene sferraglianti e simboleggiano i diavoli dell’inferno.

A Cortina, oltre alla sfilata, San Nicolò, accompagnato da un angelo e un diavolo, gira per le case a far visita ai bambini per portare doni chi è stato buono e per “punire” con del carbone chi non si è comportato bene. 

 

Curiosi? Vi lasciamo con questo documentario sulla tradizione dei Krampus nel paese di Bunico.

https://www.youtube.com/watch?v=-I6CXI8bI9A